giovedì 14 agosto 2014

RECENSIONE. Avevano spento anche la Luna

TITOLO ITALIANO= Avevano spento anche la Luna

TITOLO ORIGINALE= Between Shades of Gray

AUTRICE= Ruta Sepetys

DATA DI PUBBLICAZIONE= 22 Marzo 2011

GENERE= Romanzo storico

EDITORE= Garzanti 


TRAMA 

Lina ha appena compiuto quindici anni quando scopre che basta una notte, una sola, per cambiare il corso di tutta una vita. Quando arrivano quegli uomini e la costringono ad abbandonare tutto. E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza. È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica irrompe con violenza in casa sua, in Lituania. Lina, figlia del rettore dell'università, è sulla lista nera, insieme alle famiglie di molti altri scrittori, professori, dottori. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Verrà deportata. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all'arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide, sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno. Ma c'è qualcosa che non possono togliere a Lina. La sua dignità. La sua forza. La luce nei suoi occhi. E il suo coraggio. Quando non è costretta a lavorare, Lina disegna. Documenta tutto. Deve riuscire a far giungere i disegni al campo di prigionia del padre. E l'unico modo, se c'è, per salvarsi. Per gridare che sono ancora vivi.

                                                      L'AUTRICE 

Ruta Sepetys è nata in Michigan nel 1967 da una famiglia di rifugiati lituani. Non ha mai dimenticato le sue origini e la storia della sua famiglia, motivo per cui è tornata in Lituania nel tentativo di recuperare la memoria paterna. Ha compiuto ricerche impegnative che l'hanno portata a visitare i campi di lavoro in Siberia e a conoscere storici e tantissimi sopravvissuti, che l'hanno aiutata a descrivere i particolari più importanti di quel passato di atrocità. Tutti questi elementi sono confluiti in "Avevano spento anche la luna" (Garzanti, 2011), in cui affronta la brutale occupazione sovietica della Lituania. 
                                                  
                           MIE CONSIDERAZIONI

Erano giorni,ormai,che adocchiavo questo libro nella libreria della mia città,e una volta comprato,l'ho divorato in pochissimo tempo.Non è il classico romanzo facile da leggere sotto l'ombrellone, infatti da come avrete capito dalla trama,stiamo parlando di un libro abbastanza impegnativo che,durante la lettura, richiede la giusta concentrazione ed attenzione. Nonostante dalla copertina possa sembrare un libro riguardante l'Olocausto,"Avevano spento anche la luna" affronta una tematica differente ma altrettanto forte: le epurazioni di Stalin. Dei gulag,o dei metodi di annientamento russi si sa ben poco,o almeno molto meno rispetto a ciò che si conosce dei campi di concentramento tedeschi,ma questo libro,offre un'ampia descrizioni di tutte le atrocità che questi personaggi considerati "scomodi",hanno dovuto affrontare.Qui ho riportato una frase del libro,che ricordo come una delle più significative:
"Si divertivano a picchiarci e a prenderci a calci nei campi. Una mattina sorpresero un vecchi a mangiare una barbabietola.Una guardia gli strappò gli incisivi con le pinze.Ci costrinsero a guardare"
 Erano costretti a vivere ammassati con altre persone,in condizioni pietose, costretti a vivere di 300 mg di pane al giorno.Non avevano nessun diritto.Erano considerati poco più che degli oggetti.
"Vi siete mai chiesti quanto vale una vita umana?Quella mattina la vita di mio fratello valeva un orologio da taschino"
Uno dei maggiori punti a favore di questo libro è appunto il tipo di narrazione.Il libro,scritto in maniera molto fluida e lineare,è ordinato in tre parti.Ogni parte rappresenta un frangente  del cammino della nostra protagonista,Lina, e ne evidenzia lo stato d'animo.Nei primi capitoli riusciamo a sentire la speranza della protagonista di tornare nella sua casa,di tornare alla sua vita di sempre.Nelle ultime pagine del libro, Lina,ormai stanca e rassegnata cerca disperatamente di aggrapparsi con le unghie e con i denti a quella vita che sembra riservarle solo morte e dolore.
Un'altra cosa che ho notato quasi subito è la varietà dei personaggi:c'è chi cerca invano di sopravvivere,chi sembra già rassegnato all'evidenza e chi, consapevole delle orrende azioni commesse, cerca di riscattarsi in qualsiasi modo.Inutile dire che mi ha regalato delle emozioni molto intense e che mi ha fatto versare anche qualche lacrimuccia. Proverò a leggere sicuramente altri libri di Ruta,che spero si rivelino all'altezza di questo suo grande successo.
Consiglio questo libro a chiunque abbia voglia di immergersi in una lettura del genere,a chi è pronto a commuoversi,ma soprattutto a chi è disposto a riflettere sul serio sulle argomentazioni impegnative che questo libro offre.
 Si merita: ✩ ✩ ✩ ✩   

                                   MISSDAFNE


2 commenti:

  1. Bellissima recensione Dafne!!!Io ho anche Una stanza piena di sogni della'utrice ma devo leggere ancora entrambi! ^^

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    1. Grazie mille Pila <3
      Una stanza piena di sogni ispira molto anche a me :D

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